Il mio stato











Gianni Musetti

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Primo Piano

26 gennaio 2012

Il documento dei revisori dei conti lancia l’allarme, il Cat stretto fra decreti ingiuntivi, immobili ipotecati e perdite milionarie, ma non svolge alcuna mansione. Una azienda pubbliche che non svolge più da tempo nessuna mansione, se non quella di amministrare i debiti e gli immobili, per giunta ipotecati, che erano della ex azienda di trasporti ora trasformata in Atn, grazie ad un consorzio fra diversi enti e società.

L’azienda ha infatti presentato al Comune un documento finanziario in cui si richiede ai soci, quindi a Massa e a Carrara, di voler coprire le perdite pari ad 1.339.402, anche alla luce degli ultimi decreti ingiuntivi che sono stati elevati nei confronti dell’azienda nel 2011 e che si ipotizza, sempre per loro ammissione, saranno rinnovati da altri creditori anche nell’imminente nuovo anno.

Insomma, uno scenario drammatico che si va ad aggiungere alla serie di problemi economici che il nostro Comune ha di per se e per colpa di altre partecipate come Cermec ed Errere, in queste ore alle prese con la giustizia e con la montagna di debiti.

Al Cat non è rimasto nulla se non dei beni immobiliari (Palazzo via Giovan Pietro e deposito di Via catagnina) che nel 2010 ha ipotecato con la Cassa di Risparmio di Carrara per un valore di 800 mila euro, esaurendo così la possibilità di nuovi prestiti bancari. Continua a leggere »

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23 gennaio 2012

La Procura della Repubblica sta proseguendo la sua indagine sugli immobili pubblici del Comune di Carrara, grazie anche alle mie continue interpellanze ed esposti che ho presentato negli anni, e nel frattempo saltano fuori casi che continuano a sbalordire e a dimostrare gli anni di clientelismo che si sono susseguiti in Comune

Dopo aver pizzicato bar e negozi di sport, case in comodato d’uso e immobili ad associazioni fantasma, ora tocca ad una palestra, completa di centro benessere anti cellulite che dal 1989 occupa (25 anni), non si sa con quale titolo, un immobile del comune di Carrara di svariati centinaia di metri quadrati, senza versare un singolo euro al municipio.

Non c’è convenzione ne tanto meno un contratto fra le parti, i signori però godono di questo immobile senza dover rendere conto a nessuno, ed intascando ovviamente le quote degli iscritti ai loro corsi e ai servizi che offrono alla clientela.

Navigando su internet questi servizi vengono minuziosamente elencati nella pagina dedicata al centro ( http://www.zerodelta.net/palestre/olimpic-club-2001_carraramarinadicarrara.php ) e vanno dalle arti marziali al centro dimagrimento, ai massaggi anti cellulite fino al centro estetico. Insomma, una serie di servizi che certamente non si possono considerare a scopo pubblico.

E perchè il Comune non si è mai preoccupato di chiedere l’affitto ai titolari di questo esercizio commerciale? Con quale diritto loro possono avere un immobile del Comune in pieno centro a Marina di Carrara senza dover nulla a nessuno e facendo i propri personali interessi? Continua a leggere »

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21 gennaio 2012

Ieri sera, durante l’ultimo Consiglio Comunale ho presentato l’ennesima richiesta all’Amministrazione di adempiere per vie legali contro gli Amministratori del Cermec ed di Erreerre. Finalmente si intravede una bagliore di luce con la dichiarazione del Sindaco che è giunta sulla mia interpellanza, che ha dichiarato testualmente: ” nell’ultimo verbale della riunione dei soci è stata messo nero su bianco una richiesta sull’azione di responsabilità, richiesta che si deciderà nella prossima assemblea del 25 gennaio”.Insomma, pare proprio che il Comune abbia deciso di perseguire i reati che in questi giorni si stanno leggendo sui giornali con tanto di intercettazioni, chiedendo ai colpevoli di ripagare di tasca propria quanto sottratto alla società e per gli atti di mala gestio che sono stati adottati e che hanno causato l’immenso buco di bilancio.

Non si poteva fare altro ed è questa l’unico modo per fare giustizia nei confronti di chi ha sbagliato e di chi ha usato un ente pubblico come una cosa propria.

Le persone che si sono macchiate di crimini contro l’interesse pubblico paghino di tasca loro, con il proprio patrimonio. Non possiamo permettere che gli altri sbaglino e che siano i cittadini a ripagare tutto con le tasse e subendo il taglio dei servizi.

La vicenda Cermec costerà ai carraresi circa dieci milioni di euro, soldi che dovranno essere trovati dall’Amministrazione andando direttamente a prelevare e a tagliare alla fonte. Continua a leggere »

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19 gennaio 2012

“Di fronte ai recenti sviluppi del caso Cermec-Erreerre, è inevitabile il collegamento a quanto accadde ai tempi di “tangentopoli”, quando esponenti di rilievo di quasi tutti gli schieramenti risultarono coinvolti in un giro di clientelismo e malaffare che ha messo in ginocchio il nostro Paese”. Esordisce così il consigliere carrarese de La Destra, Gianni Musetti, esprimendosi sulle recenti indagini in merito al giro di tangenti e favori presenti nelle due società partecipate apuane di smaltimento rifiuti, Cermec ed Erreerre. Il consigliere continua: “La sinistra che governa sul nostro territorio ormai da settant’anni si rende protagonista dell’ennesimo scandalo, che smaschera nuovamente un apparato di potere, clientelismo e nepotismo volto al mantenimento di un potere autocratico, e che danneggia inesorabilmente il nostro territorio sotto ogni punto di vista. Ritengo che tutti colori che risultano coinvolti dalle indagini rassegnino immediatamente le proprie dimissioni, per dignità e rispetto nei confronti dei cittadini apuani, che saranno chiamati a ripianare con i loro soldi tutti i debiti creati dal loro sistema di potere. Musetti sferra poi l’attacco al Partito Democratico: “E’ un apparato di potere, clientelismo e nepotismo a livello territoriale, una vera e propria cupola, senza il consenso della quale in provincia non si muove una foglia. Propongo inoltre che i consiglieri di amministrazione siano scelti con concorsi pubblici per evitare la spartizione partitocratica, e non con il solito sistema mafioso degli “amici degli amici”, che ha trascinato il nostro territorio in questo ennesimo, vergognoso scandalo”.

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19 gennaio 2012

Ci è costato 6 milioni di euro ma ora si parla già di una nuova ristrutturazione. Le condizioni sono pietose. Nell’ultimo anno usato solo per un mese, gli altri 11 chiuso e abbandonato. Completamente abbandonato a se stesso, con le piante che ormai hanno avvolto l’ingresso lasciando la struttura in uno stato di incuria generale. Ma entrando nella struttura le cose sono ancora più drammatiche; infiltrazioni d’acqua e intonaci che si staccano, anche se il restauro risale a pochi anni fa, durante la giunta di Giulio Conti. Il totale della spesa sostenuta dai cittadini e dai fondi pubblici regionali è stato abnorme. Circa 6 milioni di euro che oggi finiscono nell’indifferenza di chi ci amministra.

Una struttura che doveva essere il fiore all’occhiello del polo museale carrarese e che doveva rilanciare il turismo culturale, sono queste le premesse e le promesse che erano state messe nero su bianco per inaugurare i lavori. Ad oggi invece sembra che quella sia diventata una cattedrale nel deserto, priva di ogni considerazione amministrativa e di ogni volontà di investimenti culturali da porre in essere per consentirgli di tornare a vivere.

Anche alcune opere sono abbandonate nell’esterno della struttura, in enormi casse di legno ormai marcite a causa delle intemperie.

Ora chiediamo che fine farà e quando ancora dovremmo attendere per vedere quella struttura sfruttata come si deve. Se l’amministrazione non ha interesse ad investire allora ci dicano cosa vogliono farci e se intendono venderlo e metterlo nel piano delle alienazioni. Sta di fatto che in queste condizioni fra qualche anno sarà tutto da rifare e da rimettere a nuovo da capo. Continua a leggere »

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19 gennaio 2012

Dopo gli scandali Cermec, Errerre e Asl si avvi una operazione “trasparenza” Gli elettori hanno il diritto di sapere.Tutti i candidati a Sindaco e al Consiglio Comunale pubblichino il casellario giudiziale e i carichi pendenti.

La proposta che abbiamo presentato e sostenuto per l’anagrafe degli eletti è stata bocciato l’anno scorso dalla maggioranza che governa questa amministrazione. Ora però torniamo a chiedere che tutti i candidati, sia quelli alla carica di Sindaco e alla carica di Consigliere presentino nell’albo pretorio del Comune il proprio casellario giudiziale allargato ai carichi pendenti.Potrebbe essere una idea innovativa che presenteremo in Consiglio Comunale per garantire la piena trasparenza agli stessi elettori nei confronti di chi gli andrà a chiedere il voto.Non è un problema se qualcuno è indagato, o se ha avuto delle condanne, l’importante è che si sappia e che nulla venga celato per tentare di nascondere il proprio passato o la propria vita presente.Un atto doveroso nei confronti dei cittadini che noi chiediamo e siamo pronti a fare sin da subito per certificare la nostra posizione di persone pulite e in regola con la legge.Invece, come già si sa bene, ci sono dei candidati a Sindaco e al Consiglio Comunale che di problemi, nel passato e nel presente, ne hanno avuti molti, e che allora vengano allo scoperto con la propria fedina, raccontando agli elettori le ragioni del giudice e le proprie.Chiunque ha il diritto di voto ha il diritto di potersi candidare, ma anche chi vota ha il diritto di sapere chi sta votando.

Allora proprio come si fa con i programmi elettorali, che vengono pubblicati nell’albo pretorio del Comune, si faccia anche con i certificati penali di ogni singolo candidato.Chiediamo a tutti i concorrenti alla carica di Sindaco di rendersi disponibili sin da subito e gli scriveremo per incentivarlo a fare.Atteniamo fiduciosi, anche se magari qualcuno, sicuramente, cercherà di evitare.

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1 gennaio 2012

Gli inquilini del campo nomadi continuano a fare quello che vogliono, fra cui appiccare incendi, tanto sanno che il Sindaco non gli farà mai nulla. Le promesse di chiudere quel campo nomadi sono rimaste disattese, anzi, nessuno più si è preoccupato di monitorare la situazione che ormai, a detta anche dei cittadini che vi abitano vicino, sembra decisamente peggiorata.

il 31 di dicembre molti cittadini mi hanno chiamato per avvisarmi di una immensa colonna di fumo che si alzava dalla zona industriale, arrivato sul posto, dopo aver avvertito le autorità, mi sono imbattuto in una lunga serie di incendi di rifiuti di ogni genere, appiccati dagli zingari del lavello. Tre camion dei vigili del fuoco, 2 pattuglie della Polizia Municipale e diversi carabinieri. Circa 2 ore per poter spegnere tutti gli incendi, molto difficili da estinguere a causa del materiale plastico che vi erano stato gettato. I cittadini che abitano dall’altra sponda del fiume erano infuriati, hanno chiesto pure che venisse sequestrato il materiale bruciato, anche perchè, come da loro testimonianza, ai nomadi fa comodo che vengano i pompieri a spegnere il fuoco, almeno fanno prima a raccogliere il rame che ne rimane.

Gomme di auto, kilomteri di cavi, pure un automobile e delle batteria di macchine, insomma, quelle colonne di fumo che si elevavano erano veramente dannose per l’ambiente e per chi le ha respirate.

In Comune si era votato anche un ordine del giorno per il superamento del campo nomadi, ma cosa è stato fatto dopo di quella approvazione? La Guardia di Finanza è arrivata a scoprire anche conti correnti con grosse cifre, intestati ai capi del campo, e quali sono state le sanzioni contestate?

Insomma, non possiamo permettere che un pezzo del nostro comune sia una zona franca dove la legge non sussiste e vieni completamente ignorata.

Al prossimo Consiglio Comunale chiderò l’immediato smantellamento del campo, una volta per tutte. Proprio ora che ci sono le elezioni, almeno la gente saprà chi sta dalla parte degli italiani e chi da quelli di chi delinque nella completa impunità.

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31 dicembre 2011

Durante l’ultimo Consiglio Comunale ho chiesto al Sindaco delle spiegazioni sulla vicenda del Dipendente Comunale sorpreso mentre timbrava il cartellino anche per altri colleghi. La risposta non è stata esauriente, anche se conferma l’avvenuto e rimanda tutto ad una relazione scritta dalla commissione disciplina del Comune. Il Dirigente al personale del Comune, il Dott. Vitale, ha già provveduto a presentare la denuncia e si attende ora il responso della Commissione che dovrà decidere sul da farsi.

Un fatto assai grave perchè pare che non sia accaduto nella sede del Comune, ma in una sezione distaccata, dove i controlli sono ben minori e più blandi. Questo è un caso che si è riuscito a scoprire, ma quanti ve ne saranno che non vengono denunciati? Il Comune di Carrara ha uffici distaccati ovunque, dalle 5 circoscrizioni, la biblioteca, l’ufficio di piazza Matteoti, quello catastale di via 7 luglio, le due pese, il sociale in via Solferino e il magazzino comunale, oltre ovviamente alle tre sedi della Polizia Municipale. Insomma, qui circolano circa centinaio dipendenti che non hanno nessuno che li controlla al momento del timbro del cartellino, e sopratutto nessuno che verifica se timbrano per marcare l’uscita quando fanno una pausa.Infatti è di uso comune scovare i dipendenti nel giorno del mercato a fare acquisti fra le bancarelle, e quanti di questi saranno autorizzati?Ben pochi ovviamente, e si auspica, come è fatto nella interpellanza, che vi siano maggiori controlli e un sistema di videosorveglianza agli ingressi degli uffici. Nessuna violazione della privacy, ma un dovere dei Comuni di controllare il proprio personale.Infatti con la riforma Brunetta i famosi tornelli per l’ingresso dei dipendenti sarebbero obbligatori in tutti gli uffici pubblici, ma a Carrara non se ne parla neppure.E allora come fare ad arginare questo problema se ne vi sono telecamere ne tornelli? Quanti dipendenti lasciano il proprio tesserino ad altri colleghi per timbrare all’ora giusta truffando di fatto il Comune? In attesa di avere maggiori indicazioni, e nella speranza che si proceda anche con delle pene severe ed esemplari, si spera che la Giunta voglia concludere il proprio mandato con una sera riflessione sulla propria macchina organizzativa municipale. Ci sono troppi dipendenti e sono pure indisciplinati. Ora si metta un freno e si puniscano i furbetti.

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31 dicembre 2011

”Finalmente sono arrivate le prime sentenze della Prefettura in merito ai ricorsi che avevamo presentato ed avevamo invitato a presentare al Prefetto sulle multe dei vigilini elevate anche a chi aveva pagato regolarmente ma che, secondo la Progetto Carrara, non avevano ben esposto il tagliandino. La decisione degli uffici del Prefetto è stata inequivocabile e non può avere nessuna smentita. I cittadini che vengono multati e dimostrano di aver pagato hanno il diritto di richiedere lo stralcio della contravvenzione. La Progetto Carrara ha tentato una timida difesa dicendo che vi è un apposito spazio dove mettere il numero della propria targa per rendere valido e riconoscibile il biglietto, cosa assai assurda e senza fondamento, semmai sono loro che dovrebbero dotarsi di colonnine per il pagamento della sosta con tastiera alfanumerica e con una ricevuta con copia da rilasciare all’automobilista e una da tenere sotto chiave per poter verificare il pagamento. Il cittadino non è obbligato a scrivere nulla sul biglietto di pagamento, anche perchè non è scritto da nessuno parte e non è suo obbligo. Quando sollevammo il caso erano decine e decine i cittadini che si erano lamentati di essere stati multati nonostante avessero pagato regolarmente. presentandosi alla Progetto Carrara con l’apposito tagliando che dimostrava la ricevuta ricevettero tutti la solita risposta: “a noi non c’è ne frega niente, la multa va pagata ugualmente”. Anche il Comando della Polizia Municipale aveva detto che questi casi erano molti e persistevano da tempo, tanto che avevano detto, in una risposta ad una mia interpellanza, di aver messo in studio un piano per delle macchinette intelligenti che potessero registrare anche la targa dei veicoli. Un errore dei vigilini, oppure multe a raffica per fare cassa? Questo non possiamo saperlo ma sta di fatto che costringere i cittadini a rivolgersi ad un consigliere per far valere i propri diritti è una cosa vergognosa. In ogni caso se si dimostra di essere in regola, almeno il buon senso dei controllori dovrebbe essere tale da stralciare la multa, anche se siamo a Carrara e tutto può succedere. Ora con queste sentenze la bilancia si è espressa a favore dei cittadini e rinnovo l’invito a tutti a non subire e a non trascurare i propri diritti. Continuo ad insistere perchè chi subisce una abuso di questo tipo si rivolga alla segreteria de La Destra o al proprio avvocato per presentare ricorso al Prefetto.”

 

Consigliere Gianni Musetti

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31 dicembre 2011

Il Nostro centro trasfusionale di Carrara è un fiore all’occhiello della sanità toscana, ma il duetto De Laurentis-Rossi lo riducono concentrandolo all’Opa. Queste ennesima iniziativa gestionale dettata, secondo la scusante diffusa dalla direzione, da un budget sempre più ridotto, è l’ennesimo affronto alla nostra sanità in favore di quella massese, dove ormai si concentrano tutti gli sforzi della Regione. Ci stanno preparando alla chiusura del nostro ospedale e all’apertura della nuova struttura di Viale Mattei, che rimarrà l’unica della costa in sincronia con quella all’Opa. Così al pomeriggio, nel centro trasfusionale di Carrara si spegneranno le luci, riducendo il personale operativo ad un solo tecnico in servizio. Un assurdo che non ha motivazioni logiche se non quelle che abbiamo appena descritto. Infatti è l’ospedale di Carrara ad avere più bisogno di questo centro, visto che la chirurgia oncologica, la vascolare e l’angiografia sono tutte al monoblocco e hanno un bisogno costante e continuativo del centro trasfusionale per sopperire alle ingenti quantità giornaliere e per rimanere in operatività. Riducendo il trasfusionale a mezzo servizio si prelude che fra poco ci diranno che si devono chiudere o ridurre anche i tre reparti citati. E così il monoblocco diventerà solo un palazzo di uffici, ambulatori e magazzini. Chirurgia oncologica, l’angiografia e la vascolare sono fra i reparti che danno ancora una motivazione dell’ esistenza del nostro centro ospedaliero. Se ad essi mancano gli strumenti per poter operare sarà molto corto il breve per chiudere definitivamente tutto. Ed il famoso PAL perchè continua ad essere disatteso nonostante le assicurazioni date? Dottori e reparti sono sul piede di guerra, giustamente, perchè solo chi ci lavora o chi lo vive in prima persona può comprendere l’importanza del centro trasfusionale. Per poi non parlare che questa notizia cade proprio in mezzo alle feste di natale, dove la politica si ferma e trascura questi particolari che sono fondamentali per la salvaguardia degli interessi della nostra città. Auspichiamo che si possa subito convocare l’Asl in Comune per chiedere delle spiegazioni, anche alla luce del fatto che avevano promesso di soprassedere a nuovi ed ennesimi taglii. Promesse da marinaio….”

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31 dicembre 2011

“L’Asl di Massa Carrara chiude pure l’ufficio randagi e lascia i comuni senza servizi veterinari e di accalappiacani. Dal 31/12 ci dovranno pensare le amministrazioni comunali, che però non hanno personale competente e risorse da destinare a questa ennesima mancanza della nostra sanità locale. L’Asl si occupava del recupero dei randagi, delle colonie feline, delle operazioni agli animali feriti o con patologie e seguiva con propri veterinari anche la custodia presso i canili. Tutte le provincie della Regione toscana si occupano di questo settore, ma grazie ad una norma che permette all’Asl locale la discrezionalità nell’offrire o meno questo servizio, la nostra De Laurentis non ci ha pensato neppure due volte. E così con l’ennesimo taglio di forbice, via anche questo senza tante spiegazioni, tanto i cani ne votano ne possono denunciare di essere stati abbandonati o smarriti. Ma i 9 accalappiacani che erano in servizio presso questo centro che fine faranno? Mandati in altre mansioni, anche se la loro assunzione era stata fatta appositamente per coprire questo incarico. Ma dove sta allora il risparmio se i dipendenti rimangono comunque a libro paga della società sanitaria locale? Un assurdo, non si taglia mai il personale per non scontentare i sindacati, anche se magari sono in esubero, ma per eliminare i servizi il colpo di mannaia arriva diretto e senza riflettere neppure sulle conseguenze. Le associazioni di volontari di Carrara che si occupano di cani e di randagi sono già disperati. Già il servizio comunale non era uno dei migliori, visto che solo da pochi giorni è tornata una dipendente fissa ad occuparsi di questo settore. Ora si ci mette anche l’Asl a peggiorare le cose e a lasciare tutto nel completo disordine. Forse non si comprende la gravità della situazione, ma la chiusura di questo servizio significa veramente uno stato di anarchia a discapito dei piccoli amici a 4 zampe, e dei volontari che dovranno fare tutto da soli. E’ per questo che chiederò al Sindaco un immediato intervento, anche perchè soprassedere a questo problema significa condannare a morte decine di cani e di gatti.”

Consigliere Gianni Musetti

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17 dicembre 2011

“Nessuno sconto ai politici coinvolti nella vicenda del Cermec. Siamo garantisti, ma ci auguriamo che il processo si concluda il prima possibile per accertare le responsabilità sul buco che ha mandato in rovina l’azienda pubblica e la sua controllata. Siamo sempre stati i prima a denunciare le gravità che accadevano in quelle amministrazioni societarie, e non intendiamo fare sconti a nessuno. Il colore politico non ci interessa, chi sbaglia deve pagare e chi riveste incarichi pubblici e li usa per fini di arricchimento personale merita delle pene esemplari. A questo si deve anche aggiungere che ci aspettavamo, nella lista degli indagati, anche le persone che hanno nominato gli ex amministraotori di queste società e che hanno, chirurgicamente evitato il controllo sul loro operato. Eppure esistono delle responsabilità precise anche per chi delega e per chi omette un minuzioso controllo. Insomma, Pucci è già stato sindaco e lui stesso ha nominato alcune di queste persone. Identica cosa vale per l’amministrazione comunale di Carrara. Come facevano a non sapere di cosa accadeva in quella società pubblica e nella sua controllata? Chi a votato le delibere comunali per autorizzare evidenti atti illeciti non ha nessuna responsabilità civile? I Dirigenti e gli assessori comunali che devono controllare le partecipate non si sono mai accorti di fatture gonfiate e di versamenti i conti correnti sospetti? E’ per questo che siamo seriamente intenzionati a costituirci parte civile, non come partito, ma come singoli contribuenti, in questo processo che verrà. Vogliamo rappresentare i cittadini che subiscono per le colpe di altri, e che sono chiamati a pagare per illeciti che non hanno mai autorizzato.” Continua a leggere »

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17 dicembre 2011

Ieri sera, come promesso, ho presentato l’interpellanza al sindaco sulla situazione debitoria di Gaia ormai arrivata al limite massimo, mai raggiunto prima. La passività di bilancio, evidenziata nei documenti contabili del giugno scorso, è di 185 milioni di euro, in continuo aumento di circa un milioni di euro al mese.

Ho premesso quello che avevo denunciato sui giornali locali, fra cui le continue e ripetute assunzioni, 16 persone in pochi mesi, nonostante il debito sia esploso al di sopra della soglia di emergenza.

In riscontro, ieri sera nel consiglio comunale, è arrivata la risposta del Sindaco, che ha ammesso le difficoltà dell’azienda, facendo notare che vi è urgentemente bisogno che il pool di banche che sostengono l’amministrazione finanziaria di quella società, vengano subito a concedere nuovi mutui anche per sostenere le spese correnti. Altrimenti, dal prossimo gennaio, ci sarà da decidere cosa fare e come farlo per non mandare in dissesto finanziario l’azienda.

Secondo il Sindaco la cosa è ancora controllabile, ed io sarei un allarmista. Ma stando ai fatti, e sicuri che le banche non apriranno più i rubinetti, nel prossimo anno dovremmo subire su tutti i fronti, sia sulle bollette che su nuove ricapitalizzazioni con soldi pubblici. Continua a leggere »

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17 dicembre 2011

Decine di segnalazioni di cittadini e di associazioni animaliste, ma per i vigili è tutto ok.

Cani legati e abbandonati in un terreno poco vicino ai ponti dell’Anderlino, in una situazione veramente disumana che non si potrebbe permettere a nessuno. Ricoperti di fango, costretti a subire le intemperie e senza cibo. Alcuni gruppi animalisti li hanno notati dopo diverse segnalazioni di cittadini che abitano nelle vicinanze, ma nessuno è intervenuto se non le stesse ragazze delle associazioni, che si sono fatte carico di curarli e di portargli qualche cosa da mangiare, salvandoli da un brutta fine. Sono intervenuti anche degli agenti della PM, ma nonostante l’evidente caso di maltrattamento, nulla è stato fatto.

Sarebbe bastato fare un fax all’ufficio comunale preposto e all’asl per intervenire prontamente, ma dal comando dei vigili non si è voluto provvedere.

Io stesso ho chiamato i vigili e mi è stato riferito che, secondo loro, noi ci sarebbero stati gravi problemi e che la cosa si stava risolvendo da sola, con l’intervento degli animalisti che avevano convinto i proprietari a curare meglio i loro cani.

Non è questo il modo di agire, il maltrattamento e l’abbandono era ed è evidente, e le nostre autorità devono punire senza alcuna remora chi si è permesso di far soffrire così delle povere bestie indifese.

Non si possono stampare i manifesti ed affiggerli in tutta la città, promuovendo l’ufficio preposto per i diritti animali, e poi chiudere un occhio su situazioni di questa gravità.

 

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17 dicembre 2011

Il Bilancio di periodo (30/6/2011) segna l’indebitamento record mai raggiunto. La società rischia il collasso, l’ennesimo della nostra provincia.

Ma nel frattempo assume altre 16 persone e compra 550 mila euro di mezzi.

 

Un passivo di bilancio che farebbe preoccupare chiunque. Gaia, la società dell’acqua, continua a segnare ogni record e sfonda la soglia dell’indebitamento mai raggiunto prima. 185.664.101 euro, 6, 5 milioni in più in soli 6 mesi, rispetto all’esercizio precedente al 31/12 del 2010. In pratica ogni mese Gaia si indebita di più di un milione di euro con ulteriore aggravio sugli interessi passivi che dovrà riconoscere.

A creare questa situazione è proprio la composizione e l’ammontare dei debiti, arrivati ad 151 milioni di euro e ormai fuori da ogni controllo. (rispetto ai 146 milioni del 31 dicembre scorso)

La situazione è talmente grave da fare scattare l’allarme rosso nelle liquidità che la società può vantare. Esse infatti sono minori rispetto ai debiti in scadenza nell’immediato, in pratica non ci sono abbastanza liquidi neppure per rispettare i pagamenti calendarizzati in questi mesi.

A segnare preoccupazioni è anche il capitale sociale di circa 16 milioni, la struttura patrimoniale non è equilibrata (i mezzi propri non compro in minima parte l’attivo fisso), inoltre le passività correnti possono trovare coperura solo da un eventuale realizzo del magazzino, fatto questo assolutamente incompatibile con la tipologia aziendale, atteso che non essendo una società commerciale il magazzino, come ampiamente evidenziato nei bilanci, è rappresentato da scorte di materiali funzionali allo svolgimento delle attività, e come tale, non può essere oggetto di cessione a terzi. Continua a leggere »

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10 dicembre 2011

I nomi non sono ancora pubblici, ma negli ambienti politici sono già ufficiosi. Il 20 dicembre scade il mandato di Gucinelli alla Presidenza dell’Autorità Portuale e i nomi messi in campo per sostituirlo fanno rabbrividire chiunque. Il primo è Giuliano Lucetti ex amministratore della Sogea, una azienda operante nell’area retroportuale e faccendiere di affari in ogni campo. La sua candidatura è stata avanzata e sostenuta dalla locale Camera di Commercio, evidentemente con un appoggio della Associazione Industriali. Il secondo è Leonardo Martini ex amministratore delegato della TDT e noto nel mondo portuale per la sua specializzazione nel mercato privato dei terminal container. Martini è sostenuto dal Sindaco Zubbani, e un carrarese anche se ha sempre lavorato in porti come quello di Spezia, Livorno e Genova.Il terzo è invece l’attuale Assessore provinciale, con delega alla portualità Paolo Baldini, da dieci anni membro del comitato portuale, politico di lungo corso.Lucetti e Baldini sono notoriamente sostenuti dal Pd, uno dalla parte ex margherita e uno dagli ex DS. Fatta questo doverosa premessa veniamo ai fatti. Lucetti con i porti ci incastra ben poco, i suoi interessi sono sempre stati altri e la sua esperienza nell’area retro portuale con Sogea è coincisa con un risultato negativo dei conti che ha costretto Area S P A, una azienda che è di proprietà per maggioranza pubblica, fra cui azionista è anche il nostro Comune, ha incorporare le perdite appianando i risultati negativi. Ovviamente con soldi per potevano essere della collettività e che invece sono andati a finire nel coprire gli errori gestionali degli altri. (http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2010/10/21/news/area-ha-incorporato-le-perdite-di-sogea-2573459)Baldini con i porti invece non centra proprio niente. Il suo era ed è un incarico politico, ma non ha idea di come si fa ad attraccare una nave e come di gestisce una banchina. L’unica capacità che gli va riconosciuta è quella di essere riuscito ad arrivare a 50 anni vivendo di incarichi politici e pubblici, senza mai essersi cimentato nel settore privato. Continua a leggere »

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4 dicembre 2011

70 opere bloccate e le nuove abitazioni non hanno neppure la strada di accesso. Dove finiscono i soldi degli oneri?

 

Palazzine senza strade di accesso, interi nuovi quartieri senza parchi e senza luce nelle strade, l’urbanizzazione di Carrara si è fermata ormai da anni e le nuove costruzioni diventano prive delle più elementari opere.

Gli oneori di urbanizzazione, che poi altro non sono che tasse che il Comune impone a chi costruisce qualsiasi cosa, dovrebbero servire, come dice la parola stessa, ad urbanizzare le nuove costruzioni. Invece, da alcuni anni a questa parte i progetti rimangono lettere morta, si edificano nuovi interi quartieri ma poi li si lascia senza il completamento del progetto. E così ci ritroviamo casi veramente gravi, come a Marina, dove il nuovo quartiere che è sorto in questi anni fra via Bertoloni e via Bassa è privo di parcheggi esterni, di aree verdi e di parchi per tutti i cittadini. Ancora peggio al Corvenale, dove una intera serie di villette a schiera sono state appena completate, ma non hanno la strada di accesso. I nuovi condomini devono entrare in un campo per raggiungere i propri appartamenti, niente asfalto, niente cemento e tantomeno niente illuminazione e area verde. cos’ succede anche a Bonascola e ad Avenza. Continua a leggere »

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4 dicembre 2011

“I tagli si sa che arrivano ovunque e non badano a nulla, ma a sentire le famiglie di molti ricoverati e gli stessi pazienti, sembra che la Casa di Riposo Comunale abbia messo a “stecchetto” tutti, trasformando i pasti di pranzo e cena in veri e propri “ranci” militari. Brodini e pasta in bianco, quando tutto va bene si aggiunge il pollo ma niente di più. Sparite completamente dal menù le porzioni di formaggi e gli affettati, neppure il prosciutto cotto viene servito come invece si era sempre fatto da decenni. Quando qualcuno ha chiesto spiegazioni la risposta sembra essere stata studiata ad arte ” hanno il colesterolo alto, devono mangiare in bianco”. Si capisce che bisogna anche avere una certa cura dell’alimentazione, ma non è possibile che tutti soffrano di colesterolo, e fino a prova contraria non è la direzione aziendale a scegliere il menu dei ricoverati, ma i dottori che seguono i degenti, ognuno con le sue necessità fisiologiche. Insomma, perlomeno uno si aspetta un po di carne rossa, ma evidentemente costa troppo anche quella e quindi niente bistecche e nessun filetto sui piatti di poveri malcapitati. La verità è che la Casa di Riposo ha presentato un bilancio che io in Consiglio mi sono rifiutato di votare, perchè in esso erano iscritte fatture non pagate per circa 800 mila euro, fatture che l’Asl non aveva ancora provveduto a saldare per la quota che gli spetta della retta di ogni singolo ospite. Non sono stati fatti decreti ingiuntivi contro l’azienda sanitaria, anche se tutte le altre casa di risposo, assistete anche dai nostri avvocati, lo avevano fatto. Ovviamente questi soldi ora pesano e si è costretti a fare i conti con le difficoltà di bilancio. La casa di riposo è pur sempre una azienda istituzionale del nostro Comune, e ha il dovere di salvaguardare i propri interessi, che poi altro non sono che gli interessi di tutti i cittadini. Non aver voluto portare l’Asl in tribunale ha apportato questi disagi ed ora non è giusto che a pagarla siano i pazienti. Chiederò al Consiglio Comunale di mettere luce su questa vicenda, anche perchè ogni fine anno l’amministrazione della casa di riposo organizza cene istituzionali con i Consiglieri e con gli Assessori, a cui io non ho mai partecipato, per essere chiari. Si faccia pure anche quest’anno, nessuna polemica, ma chi vi partecipi si scordi di mangiare antipasti primi e secondi, un brodino e una fetta di panettone, portata da casa, ovviamente”

Consigliere Gianni Musetti

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