il Tirreno — 28 novembre 2009
CARRARA. Rischia di trasformarsi in un caso politico la festa musulmana del Sacrificio (Id al-adha), celebrata ieri da oltre 300 fedeli riuniti in preghiera, di primo mattino, presso lo Spazio Uno (nella sede dell’associazione Arci Porto). Dopo alcune segnalazioni dei residenti, infatti, sono intervenuti i vigili accompagnati dal consigliere della Destra Gianni Musetti, che non ha risparmiato pesanti accuse all’amministrazione. «Perché autorizzare la riunione di così tante persone – ha detto Musetti – in uno stabile, di proprietà del Comune, che non ha più la convenzione ed è inagibile per problemi di sicurezza?» Usa parole durissime il giovane Musetti, che già lo scorso settembre aveva accusato il Comune di trasformare i propri immobili in moschee. «Ormai siamo circondati – dichiara in questo caso -: tutti i beni immobiliari del Comune sono occupati da loro». Un giudizio cui Musetti arriva dopo un’analisi dei fatti di ieri mattina. «Sono stato contattato da alcuni cittadini che mi hanno riferito di questa bolgia di extracomunitari; così ho fatto un sopralluogo sul posto insieme ai vigili urbani verso le 10 e mezzo ma non c’era più nessuno. A quel punto, ho contattato l’assessore e gli uffici tecnici competenti, che mi hanno confermato che non era stata rilasciata alcuna autorizzazione per lo svolgimento di quella riunione». La situazione è però precipitata all’arrivo del presidente dell’associazione Arci Porto, Marco Baratta, il quale affermava, invece, di essere stato pienamente autorizzato dall’assessore all’urbanistica Andrea Vannucci. Un fatto che viene confermato dallo stesso assessore: «Era arrivata presso i nostri uffici – spiega Vannucci – la richiesta di autorizzazione da parte dell’associazione legata alla comunità islamica, in cui si chiedeva l’autorizzazione a disporre del luogo per riunirsi in preghiera. Siccome si trattava di ospitare gente che voleva andare soltanto a pregare noi abbiamo dato la disponibilità a mandarceli». «Il discorso che fa Musetti – aggiunge l’assessore – nasconde un prurito razzista che non condivido: dietro un discorso di forma si nasconde una sostanza che non mi piace». Il punto è, però, che Vannucci non era competente a rilasciare quell’autorizzazione: «La convenzione tra il Comune e l’associazione Arci Porto è scaduta nel dicembre 2008 – spiega Massimiliano Bernardi, assessore alle politiche sociali – e non è stata ancora rinnovata perché nello stabile ci sono problemi di sicurezza (manca il bagno per i disabili e ci sono cavi elettrici che pendono dal tetto pericolosi, ndc) che devono essere risolti prima di un eventuale rinnovo della convinzione da parte dei nostri uffici sociali (i soli competenti su quello stabile). Perciò nessun evento in quell’area poteva essere autorizzato». Una vicenda che s’inserisce nell’ambito del più ampio rapporto fra l’amministrazione e la comunità islamica: a oggi, infatti, non esiste ufficialmente una moschea e il ritrovo per la preghiera avviene nel “centro culturale” di via Campiglia o alla Casa dei Diritti e delle Culture ad Avenza, in cui però tutte le utenze (acqua, telefono, luce…) sono pagate dal Comune. Tanto che, in una lettera al sindaco Zubbani, il rappresentante della comunità islamica di Carrara, Hishan Koudsi, si era impegnato per un trasferimento definitivo entro lo scorso ottobre. «La nostra associazione si sta muovendo per creare un luogo di culto a Carrara» conferma Koudsi; che riguardo alle polemiche di ieri afferma: «Noi siamo stati autorizzati, tramite la nostra associazione, a riunirci in preghiera. Per fortuna non ci sono stati problemi e tutto è andato bene». – Daniele Della Bona












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Senza parole… Se fossi stato l’assessore me ne starei stato per lo meno zitto!!!