Dopo l’intervento della Presidenza Musetti nella Commissione di Controllo e Garanzia l’ufficio sociale ha disposto il recupero dello stabile. Venerdì sono state riconsegnate le chiavi.
E’ bastata una verifica della Commissione di Controllo e Garanzia, quando era ancora sotto la Presidenza di Musetti, per decretare che gli spazi comunali erano stati occupati senza titolo dagli islamici e che gli stessi non potevano usufruire delle utenze di acqua, gas ed elettricità a spese del Comune.
La moschea usufruiva senza autorizzazione di alcune stanze all’interno della ex palazzina CAT di Avenza dove, approfittando della compiacenza di alcuni assessori delle precedenti giunte, si era insediato in piena regola un centro islamico adibito a luogo di culto e degenerato poi in un dormitorio di passaggio per centinaia di extracomunitari.
La moschea era attivata da più di 10 anni e le polemiche erano insorte sin dalla sua costituzione, oggi decretata illegittima, ma al tempo difesa ed ostentata da tutta la sinistra che ne tollerava la presenza e ne esaltava il contesto d’integrazione e di accoglienza verso le altre religioni.
Musetti aveva sollevato il caso in Commissione di Controllo e Garanzia, durante l’esame del patrimonio immobiliare del Comune di Carrara, dove si era riscontrato che la moschea non era mai stata autorizzata da nessun ufficio ne tantomeno era mai stato data in comodato d’uso a nessuna associazione islamica o riconducibile ad ambienti religiosi di quel genere.
Il Presidente Musetti aveva poi scritto e sollecitato l’intervento dell’Assessorato al sociale, titolare dell’immobile, che subito si era attivato per ripristinare la situazione e recuperare le stanze occupate abusivamente.
Venerdì scorso gli occupanti hanno riconsegnato le chiavi all’Assessore Bernardi liberando definitivamente l’immobile .
Finalmente abbiamo ridato alla città uno spazio pubblico occupato senza alcun diritto- commenta il Consigliere Musetti- la moschea si era insediata all’interno degli uffici della “casa dei diritti e delle culture” e aveva creato non pochi problemi a tutta la cittadinanza di Avenza a causa di un via vai d’immigrati, spesso irregolari e con precedenti penali, per le strade del quartiere. Da quando la moschea era attiva- continua Musetti- non sono mancati i casi di delinquenza comune e di disturbo alla quiete pubblica,visto che gli stessi che utilizzavano la struttura, alla fine dei culti, rimanevano per strada anche per tutta la notte con le ovvie proteste dei residenti.
Voglio ringraziare l’Assessorato al Sociale e la sua struttura per la coerenza e il rispetto delle istituzioni che hanno dimostrato, L’Assessore e il Dirigente hanno operato nel rispetto del patrimonio pubblico e nella volontà di sanare le situazioni che altri avevano archiviato nel disinteresse comune.
Ora possiamo cantare vittoria. Conclude Musetti- e dirci finalmente soddisfatti del nostro operato e di una nostra battaglia portata a buon fine.











