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Uno scultore “Titino” alla Biennale di Carrara, a pochi giorni dal Consiglio in memoria dei martiri delle foibe

foibeFra 7 Giorni verrà celebrato il Consiglio Comunale solenne (congiunto con Comune di Massa e Provincia) a Carrara in memoria dei martiri delle foibe. Ma l’Assessore alla Cultura invita alla biennale uno scultore che si definisce “titino e Comunista”.

L’Assessore Giovanna Bernardini non ne azzecca una. Questa Regina dell’incultura carrarese non solo non fa funzionare il Museo di Arti Plastiche di S. Francesco, la Cava dei Poeti a Campocecina e diverse altre cose di pubblica utilità, ma addirittura si vanta sui giornali di avere scelto nel mazzo di artisti per la prossima Biennale, uno scultore croato che ama definirsi “Comunista nostalgico e legato alla memoria di Tito”. Poco importa alla Bernardini se il dittatore Tito sia stato un noto criminale di guerra, come ormai sentenziato dalla storia obiettiva e non da quella del partito dalla falce e martello. Non gliene frega niente se proprio il suo Tito abbia ordinato l’orrendo massacro delle Foibe, con migliaia e migliaia di italiani innocenti delle popolazioni giuliano – dalmate torturati dai “Titini” e scaraventati ancora vivi nei pozzi carsici. O dei 350.000 italiani costretti a fuggire dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, pena la vita, in nome della pulizia etnica ordita dal Maresciallo Tito. Poi negli anni a venire la propaganda comunista, l’indifferenza e la disinformazione, hanno fatto apparire all’opinione pubblica questi nostri fratelli alla stregua di fascisti e criminali. Un’ equazione integralista li bollò senza distinzione: esule uguale a fascista. Tutto falso, ma la memoria dei martiri delle Foibe è stata sepolta ed infangata per troppi anni. La Bernardini non si preoccupa neanche (o forse lo fa per gretta provocazione), se il prossimo 10 febbraio sarà tenuto presso la Marmo Macchine di Marina il primo Consiglio Comunale, congiunto con quello di Massa, sul tema della “Giornata Nazionale dei Martiri delle Foibe”.

Mi appare dunque una brutta offesa, per Carrara libertaria e civile, l’ aver scelto per la Biennale uno scultore-provocatore che si esalta in pubblico come nostalgico di Tito e di Stalin, che altri non erano che Dittatori sanguinari di… sinistra. Bravo o non bravo che sia, questo impudente croato sarebbe opportuno rispedirlo subito a prendere a mazzolate il marmo di casa sua.

Al Sindaco Zubbani infine, chiedo di inviare la Bernardini in missione urgente presso la Foiba di Basovizza presso Trieste, dichiarata monumento nazionale dal 1992. Forse subito dopo (ma non ne sono certo) l’assessore alla Cultura non rinnoverebbe simpatia per i partigiani comunisti jugoslavi e seguaci loro, anche in artistica barbarie.

GIANNI MUSETTI

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