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Giornata del Ricordo: I Comunisti che non parteciperanno dovranno avere il coraggio di dimettersi dagli incarichi istituzionali

7a3f017d12024327309958Domani si celebra la giornata per la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata., ma in Consiglio Comunale i Comunisti ne offendono i valori e il riconoscimento.

I Comunisti che non parteciperanno dovranno avere il coraggio di dimettersi dagli incarichi istituzionali che ricoprono. Essi non rappresentano lo Stato Italiano nonostante il giuramento che hanno fatto al momento della loro elezione “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato”

La giornata del ricordo è stata istituita con una legge della Repubblica nel 2004, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Gli ITALIANI di quelle terre subirono, a conflitto terminato, un vero e proprio genocidio etnico per mano dei partigiani comunisti Titini, con la complicità di molti partigiani Italiani che ne celarono a lungo l’esistenza e l’ immane violenza umana e storica dei Komunistička jugoslavi.

Questa tragedia dovette aspettare 60 anni per essere riconosciuta legalmente dallo stato italiano e dalla Comunità internazionale, anche se negli Stati Uniti e in Inghilterra era storia da “libro di testo” già molti decenni prima. Nel nostro paese, l’opposizione politica e storica della nomenclatura comunista e post comunista fece in modo che 350.000 concittadini italiani uccisi e segnati dalla violenza del regime di Tito, venissero dimenticati e ripudiati dalle istituzioni e dalla storia ufficiale.

Domani, per la prima volta nella storia della nostra provincia, verrà celebrato un Consiglio Comunale solenne in ricordo di questa tragedia. Per la prima volta, anche la reazionaria Carrara saprà portare rispetto e cordoglio per i fratelli italiani trucidati dalla mano rossa dei compagni che purtroppo siedono ancora nelle fila della maggioranza che governa questa città.

È storia di pochi mesi fa quando i consiglieri di rifondazione abbandonarono il Consiglio Comunale per il giorno “dei Carraresi” in protesta contro il Presidente del Consiglio Comunale Luca Ragoni, che si era permesso di far intervenire alcuni rappresentanti delle associazioni Istriane e dalmate.

Anche l’anno scorso, durante il memoriale al campo profughi di Marina di Carrara, dove risedettero per anni gli esuli di fiume e dalmazia, i comunisti negarono la loro partecipazione in pieno disaccordo con questa giornata.

Anche domani sarà così, ne assessori ne consiglieri di rifondazione parteciperanno alla giornata segnando un ennesimo affronto non solo alla memoria e al lutto condiviso, ma anche a una legge dello stato riconosciuta dallo stesso Presidente della Repubblica, che di certo, non ha un passato da fervente sostenitore di questa tragedia.

I “trinariciuti” ,come amava apostrofarli Giovanni Guareschi, sono ancora all’assalto della storia ufficiale, pronti a infangare e delegittimare tutto ciò che possa mostrare al mondo l’apologia del pensiero comunista e della sua violenza seminata in tutto il mondo.

I comunisti carraresi che non parteciperanno al Consiglio Comunale di domani dovrebbero dimettersi alle cariche istituzionali che ricoprono, dato che è troppo facile osteggiare una legge dello stato ma poi rappresentarlo in veste di Consiglieri Comunali, Presidenti di commissioni, Assessori e di Consiglieri d’amministrazione.

Consigliere Gianni Musetti

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